Sintesi della nostra newsletter: La qualità degli integratori alimentari
La qualità degli integratori alimentari
Il nostro primo articolo tecnico si adatta perfettamente allo scopo principale del nostro negozio online - offrire ai clienti prodotti particolarmente pregiati, che qualitativamente hanno poco a che vedere con la merce dei supermercati, delle droguerie o delle farmacie!
Un contributo di Mario Müller, Diplomato in ecotrofologia
Creato: 17.09.2018
La qualità degli integratori alimentari
Vitamine e minerali devono essere assunti sotto forma di composti chimici. Esistono composti migliori e meno buoni; di seguito alcuni esempi:
Vitamina C
La vitamina C naturale, ad es. dall'acerola, viene assorbita meglio dall'organismo e eliminata più lentamente rispetto all'acido ascorbico sintetico. Anche la tollerabilità è importante, e l'acido ascorbico, essendo molto acido, è spesso meno ben tollerato. È preferibile assumerla sotto forma di ascorbato di calcio, cioè vitamina C tamponata, non acida.
Folato
Per la produzione di integratori di solito si usa l'acido folico sintetico, che però nell'organismo diventa attivo solo dopo la conversione in 5-metiltetraidrofolato (5MTHF).
Una persona su due non riesce a trasformare l'acido folico sintetico nella forma attiva per motivi genetici. Pertanto l'acido folico dovrebbe essere assunto in forma di 5MTHF. Il problematico passaggio enzimatico di conversione non è più necessario.
Calcio
Il carbonato di calcio deve essere prima convertito dall'organismo in citrato di calcio. Per assorbirlo è necessaria l'acidità gastrica. Le persone con bassa acidità gastrica (ad es. a causa dell'assunzione di inibitori dell'acido gastrico, molti anziani) dovrebbero assumere citrato di calcio invece del carbonato di calcio, anche perché questo viene generalmente assorbito meglio e può essere assunto indipendentemente dai pasti.
Altre forme come il lattato di calcio e il gluconato di calcio sono meno pratiche per gli integratori di calcio poiché hanno un contenuto di calcio inferiore.
Selenio
Per l'integrazione di selenio si utilizzano soprattutto la selenometionina e il selenito di sodio, che però agiscono in modo molto diverso. La selenometionina, presente anche nel lievito arricchito di selenio, non è molto tossica per le cellule a dosi elevate, ma si accumula nelle cellule e a lungo termine può danneggiare il materiale genetico.
Il selenito di sodio non danneggia il DNA ed è, grazie al suo effetto a breve termine, più facilmente controllabile; tuttavia, a dosi eccessive risulta tossico per le cellule. È quindi preferibile utilizzare il selenito di sodio come fonte di selenio, rispettando rigorosamente la dose raccomandata dal terapeuta.
Conclusione
Conviene dunque controllare la lista degli ingredienti prima dell'acquisto per vedere quali sostanze sono state impiegate. Se i produttori evitano indicazioni più dettagliate, ad esempio indicando semplicemente "Vitamina C" invece di Ester-C o ascorbato di calcio, il motivo è spesso l'utilizzo degli ingredienti più economici.
Naturalmente i prodotti con ingredienti migliori hanno anche un prezzo leggermente più alto. Dal punto di vista costo/beneficio sono però generalmente molto "più convenienti" nel vero senso della parola rispetto ai prodotti economici di scarso valore.
| Autor: | Mario Müller, Diplom-Ökotrophologe |
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| Blogkategorie: | Vitamine, Kräuter & Co |
| Veröffentlicht: | 17.09.2018 |
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